Il delitto perfetto

scritto da Annabelle
Scritto Ieri • Pubblicato 16 ore fa • Revisionato 16 ore fa
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Autore del testo Annabelle

Testo: Il delitto perfetto
di Annabelle

Da tre settimane Giulia esce il giovedì alle 18:45
Non dice dove va,dice solo:
"Ho una cosa da fare"
Torna alle otto, con gli occhi rossi e l'odore di disinfettante addosso.
Andrea non le ha mai chiesto dove va,ma ha iniziato a seguirla.
Il posto è in via San Vitale, secondo piano, c'è una targhetta:
Dott. Luca Neri - Psichiatra.
Andrea è rimasto sotto, al freddo, la prima volta.
L'ha vista entrare e l'ha vista con un uomo alto, con il camice ancora addosso.
Si sono fermati sotto il portico,lei parlava gesticolando,lui le ha toccato il braccio, piano, per calmarla.
Andrea da quella sera non dorme.
Ha un quaderno,ci scrive solo una cosa, ogni giorno, con la stessa penna.
Giulia + Luca.
Poi sotto:
Luca guarda Giulia come si guarda una donna che si ama.
Ha iniziato a dimenticare le altre cose.
Dove ha messo le chiavi,se ha già pranzato,come si torna a casa dall'ufficio.
Scrive anche quello sul quaderno, ma poi strappa le pagine.
Poi, il suo piano è venuto fuori da solo, semplice e perfetto.
Giovedì, Luca resta solo in studio fino alle otto e mezza,lo ha visto.
Nessuno in strada, a quell'ora, fa freddo e piove spesso.
Un colpo solo,poi via dall'ingresso sul retro.
Nessuno saprà mai che è stato lui e così Giulia tornerà da lui.
Questo giovedì alle 18:40 è già nel bar di fronte, aspetta.
Ha la pistola nella tasca del giubbotto,quella da tiro, regolare e ha i guanti in tasca.
Alle 18:45 vede Giulia entrare dal portone.
Alle 20:20 la luce dello studio si spegne e il portone si apre.
Esce Luca, da solo,con l'ombrello chiuso in mano.
E Giulia perché non esce?
Andrea, confuso attraversa la strada.
"Luca Neri?"
dice.
Luca si gira,vede la pistola ma non scappa,resta fermo sotto la pioggia.
Andrea gliela punta al petto,la mano gli trema.
"Da quanto tempo vai a letto con mia moglie?"
Luca lo guarda.
"Andrea?"
Dice piano.
"Sono tre settimane che Giulia viene da me perché tu da un mese dimentichi dove abiti.
Perché ieri hai chiamato tua moglie con il nome di tua madre,perché l'altro giorno hai messo le scarpe in frigo, perché non dormi e annoti tutto sul quaderno da dove strappi le pagine scomode, quelle dove scrivi che da un mese sei confuso e dimentichi le cose.
Hai solo un chiodo fisso :
Giulia+Luca.
Giulia tra un po' scende con altri dottori come me e ti conviene abbassare la pistola anche se è scarica, perché ho un cugino che è poliziotto.
Suppongo avrai capito adesso, che non sono il suo amante"
dice Luca, senza alzare la voce, sotto la pioggia.
"Sono uno psichiatra,mi ha chiamato lei, un mese fa, perché aveva paura.
Mi ha detto:
Mio marito dimentica le cose e si arrabbia quando glielo dico.
Mi ha detto:
Ho paura che voglia farmi del male.
Si, perché hai dimenticato di strappare la pagina, dove hai annotato il tuo delitto perfetto.
Quella pagina l'ha trovata Giulia e l'ha portata qui"
La pistola pesa,la pioggia bagna il quaderno che Andrea ha nella tasca interna, quello dove c'è scritto
Giulia + Luca.
Quello dove manca la pagina importante che non ha strappato lui.
Andrea guarda Luca, poi guarda la finestra buia dello studio al secondo piano, dove c'è sua moglie con altri medici, perché ha chiesto aiuto per lui.
E per la prima volta da tre settimane ad annotare il delitto perfetto, non ricorda perché è lì fuori, con una pistola in mano.

Il delitto perfetto testo di Annabelle
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